Ci sono molti aspetti delle dichiarazioni dei redditi che generano confusione e perplessità. Uno di questi è il funzionamento della destinazione di 8 per mille, 5 per mille e 2 per mille.

Infatti, nonostante queste scelte siano in vigore ormai da moltissimo tempo, circolano ancora molte false informazioni su questo tema, e non è sempre chiaro come funzionano e la differenza fra una e l’altra.

In questo articolo vediamo quindi nel dettaglio ciascuna di queste scelte, ma prima ti do qualche informazione generale.

La destinazione di 8, 5 e 2 per mille

La scelta per la destinazione di 8, 5 e 2 per mille è una facoltà e non un obbligo. Chi vuole, può destinare una parte della propria Irpef ad enti specifici diversi dallo stato.

Si parla di “destinazione” e non di “donazione” perché tutte e tre queste possibilità non ti costano nulla, si tratta solo di indicare una preferenza su come verranno utilizzate una parte delle imposte che devi già versare.

Sono alternative fra loro? No, in nessun modo! Puoi esprimere una scelta per tutte e 3, nessuna delle 3 o solo una o due di queste.

A chi va l’8 per mille e come può essere usato?

L’8 per mille può essere destinato allo stato o a 12 diversi enti religiosi. Se non si esprime nessuna scelta, la quota di 8 per mille viene ripartita fra lo stato e i diversi enti religiosi in base alle scelte espresse dalle altre persone.

Per che finalità possono essere usati i fondi?

L’8 per mille destinato allo stato può essere utilizzato solo per determinate finalità sociali o umanitarie stabilite dalla legge, incluse in 5 settori di intervento:

  • fame nel mondo
  • calamità naturali
  • assistenza ai rifugiati ed ai minori stranieri non accompagnati
  • conservazione dei beni culturali
  • ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica

L’8 per mille destinato agli enti religiosi può invece essere utilizzato per scopi differenti, a seconda dello specifico ente. Ciascuno di essi ha infatti avuto accesso a questi fondi tramite una legge differente, che ha individuato le finalità ammissibili.

In generale, possiamo però dire che i fondi possono essere utilizzati:

  • sempre: per finalità sociali (anche se declinate in modo diverso caso per caso)
  • solo da alcuni enti religiosi: anche per il sostentamento delle funzioni religiose e dei ministri del culto

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate trovi l’elenco di tutti gli enti religiosi ammessi e, per ciascuno, per quali finalità possono usare i fondi ricevuti.

A chi va davvero l’8 per mille?

Vediamo insieme qualche dato relativo alle scelte espresse dai contribuenti negli anni 2015/2017. Potete trovare i dati completi sul sito del Ministero delle finanze.

Innanzitutto vediamo insieme che percentuale di contribuenti ha effettivamente espresso una scelta.

Scelte espresse valide
Redditi 201543,15%
Redditi 201642,43%
Redditi 201741,75%

Oltre la metà delle persone non ha espresso una scelta per l’8 per mille. Il loro 8 per mille è stato quindi ripartito in base alla scelta fatta dagli altri. Uno dei fattori che riduce il numero di scelte espresse è il grande numero di pensionati e lavoratori dipendenti che non presenta la dichiarazione dei redditi.

Infatti, molte persone appartenenti a queste categorie non sono obbligate a presentare il modello 730, e non hanno oneri da portare in detrazione. Se non sei sicur* della tua situazione, puoi verificare se devi presentare la dichiarazione dei redditi e se ti conviene farlo.

Non tutti sanno che è possibile esprimere una scelta per la destinazione dell’8 per mille (e anche del 5 e del 2 per mille) anche senza presentare la dichiarazione dei redditi. Infatti, insieme alla CU, il datore di lavoro consegna un modulo in cui è possibile indicare le proprie preferenze separatamente dal modello 730. Questo modulo può essere consegnato:

  • in qualsiasi ufficio postale
  • a un CAF o altro intermediario
  • telematicamente tramite le credenziali dell’Agenzia delle Entrate

I contribuenti che hanno espresso una preferenza, quali enti hanno scelto? Nella prossima tabella riporto le scelte espresse nel 2015 per ciascun ente religioso. Ho indicato sia la percentuale di preferenze sul totale delle scelte espresse, sia i fondi che hanno effettivamente ricevuto in milioni di euro.

Ente destinatario% di sceltemilioni di €
Stato14,11%197,7
Chiesa Cattolica80,73%1.071,5
Chiesa Evangelica Valdese3,08%43,2
Unione Buddhista Italiana0,97%13,5
Unione Comunità Ebraiche Italiane0,33%4,6
Arcidiocesi Ortodossa0,17%2,4
Chiesa Evangelica Luterana in Italia0,16%2,3
Unione Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno0,13%1,9
Unione Induista Italiana0,11%1,6
Unione Cristiana Evangelica Battista0,09%1,2
Chiesa apostolica0,02%0,3

Cosa ne fa, invece, lo stato dell’8 per mille? La legge stabilisce che l’importo destinato allo stato può essere utilizzato esclusivamente per i 5 settori di intervento che abbiamo visto poco fa.

Tuttavia, non tutto l’8 per mille viene effettivamente utilizzato per queste finalità, perché numerose leggi hanno disposto di “reindirizzare” parte delle somme dell’8 per mille per finalità diverse.

In questo dossier publicato sul sito del parlamento, potete trovare:

  • maggiori approfondimenti sui fondi destinati ai 5 settori di intervento piuttosto che ad altre finalità
  • verificare quale cifra è stata effettivamente destinata a ciascun settore di intervento
  • l’elenco completo di tutti i progetti approvati nel 2018 per ciascuno di questi settori, con le somme destinate a ciascun progetto.

Il 5 per mille

Il 5 per mille può essere destinato al sostegno di 7 categorie di enti diversi, accomunate dal perseguimento di benefici sociali. Per poter ricevere i fondi del 5 per mille, gli enti devono iscriversi in un apposito elenco.

Prima di indicare le tue preferenze ti consiglio quindi di verificare che l’ente che hai scelto sia effettivamente iscritto, e in quale categoria, per non rischiare di fare una scelta non valida.

Le tipologie di attività che possono accedere al 5 per mille sono:

  1. sostegno a onlus, associazioni di promozione sociale e altre categorie di no profit che operano in settori predeterminati:
    • assistenza sociale e socio-sanitaria
    • assistenza sanitaria
    • beneficenza
    • istruzione
    • formazione
    • sport dilettantistico
    • tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico
    • tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente
    • promozione della cultura e dell’arte
    • tutela dei diritti civili
    • ricerca scientifica di particolare interesse sociale
    • cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale
  2. finanziamento della ricerca scientifica e dell’università
  3. finanziamento della ricerca sanitaria
  4. finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici
  5. sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza
  6. sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale
  7. sostegno degli enti gestori delle aree protette

Se, oltre a selezionare una categoria di enti, indichi anche il codice fiscale di uno specifico ente, il 5 per mille sarà integralmente assegnato a quell’ente.

Se, invece, indichi solo la categoria (o il codice fiscale che hai indicato non è valido), il 5 per mille verrà ripartito fra gli enti iscritti in quella categoria, in proporzione alle scelte fatte dagli altri.

Infine, se non indichi nessuna scelta, il 5 per mille rimane allo stato.

Il 2 per mille

Concludiamo con la destinazione del 2 per mille ai partiti politici. Questa destinazione è poco conosciuta e genera un po’ di confusione. Attualmente, è possibile destinare il 2 per mille a 27 partiti diversi, che potete trovare indicati a questo link.

Perché non ci sono tutti i partiti? Perché possono ricevere il 2 per mille solo i partiti politici iscritti in un apposito registro tenuto dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”.

Per potersi iscrivere in questo registro, i partiti devono dimostrare che il proprio statuto sia conforme ad una serie di regole individuate dalla legge, che riguardano sia il funzionamento del partito (cariche, assemblee ecc.) che la rendicontazione economico-finanziaria.

Sul sito del Ministero delle Finanze potete trovare i risultati delle scelte espresse nel 2019. Innanzitutto, solo il 3,3% dei contribuenti ha indicato un partito politico. Questo è probabilmente dovuto a due ragioni principali.

Da un lato, questa scelta è ancora poco conosciuta, nonostante sia attiva dal 2014. Dall’altro lato, molte persone, pur conoscendola, preferiscono non assegnare fondi a nessun partito.

Se hai domande su 8, 5 o 2 per mille lasciamo pure un commento qui sotto o scrivimi sui miei canali social, che trovi in fondo a questa pagina!