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In questo articolo ho introdotto il tema del welfare a favore di imprenditori e professionisti. In particolare, ho spiegato che:

  • anche se non sono equiparabili a quelli per i lavoratori dipendenti, esistono strumenti di sostegno anche per i freelance
  • le tutele dipendono dalla specifica gestione previdenziale: INPS gestione separata, artigiani o commercianti o cassa di previdenza professionale

Nello stesso articolo ho approfondito anche le tutele previste in caso di malattia, quindi puoi andare a leggerlo con calma se hai bisogno di informazioni su questo tema.

Nell’articolo di oggi vediamo invece quali sono gli strumenti a sostegno della maternità e della famiglia in generale. Alcuni strumenti sono specifici per i freelance e alternativi a quelli dei dipendenti. Altri, invece, prescindono dalla gestione previdenziale e sono quindi uguali per tutti.

Maternità e paternità

Per gli iscritti alle gestioni INPS (artigiani, commercianti o gestione separata) il congedo di maternità è obbligatorio e pari a 5 mesi complessivi. Il congedo parte 2 mesi prima del parto e prosegue nei 3 successivi. Se il medico certifica il buono stato di salute è possibile spostare il congedo in avanti di un mese, quindi 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto.

La maternità può essere chiesta dal papà solo se è l’unico genitore ad occuparsi del bambino, quindi solo nei casi più gravi in cui la madre sia morta o gravemente inferma o se il tribunale ha disposto l’affidamento esclusivo.

Invece, la paternità obbligatoria, che per il 2020 è stata aumentata a 7 giorni (oltre ad 1 giorno aggiuntivo facoltativo), è un beneficio a favore dei soli papà lavoratori dipendenti.

L’importo dell’indennità di maternità è diverso a seconda della gestione previdenziale di appartenenza:

  • per le iscritte alla gestione separata, l’indennità è pari all’80% del reddito dei 12 mesi precedenti la maternità
  • per le iscritte alla gestione artigiani o commercianti, l’indennità è pari all’80% del reddito convenzionale stabilito annualmente dall’INPS (attualmente circa 49 euro al giorno)

Durante il periodo di maternità non è obbligatorio astenersi completamente dall’attività lavorativa, in quanto è difficile per un imprenditore o un professionista mettere del tutto in pausa la propria attività per 5 mesi.

Il congedo parentale

Oltre alla maternità obbligatoria, i genitori hanno diritto ad usufruire del congedo parentale. Per gli iscritti alla gestione separata, il congedo parentale ha durata massima di 6 mesi, da utilizzare anche “a singhiozzo” nei primi tre anni di vita del bambino.

Per gli iscritti alla gestione artigiani o commercianti, invece, il congedo parentale ha durata massima di 3 mesi e deve essere usufruito entro il primo anno di vita del bambino.

Il congedo parentale può essere anche suddiviso a piacere tra mamma e papà, e il suo importo è diverso a seconda della gestione previdenziale di appartenenza:

  • per gli iscritti alla gestione separata, l’indennità è pari al 30% del reddito dei 12 mesi precedenti
  • per gli iscritti alla gestione artigiani o commercianti l’indennità è pari al 30% del reddito convenzionale stabilito annualmente dall’INPS (attualmente circa 49 euro al giorno)

Nel periodo di congedo parentale, a differenza della maternità, è obbligatorio astenersi completamente dal lavoro.

Bonus bebè

È stato prorogato l’assegno di natalità (c.d. bonus bebè) per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. Questa è una misura universale, che prescinde dalla gestione previdenziale di appartenenza.

Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2020 il bonus bebè non sarà più limitato a genitori che rispettano determinati limiti di reddito, ma potrà essere richiesto da tutti. L’importo è però variabile a seconda del valore dell’Isee minorenni della famiglia:

  • 1.920 euro, se l’Isee minorenni non supera i 7.000 euro annui
  • 1.440 euro, se l’Isee minorenni è compreso fra 7.000 e 40.000 euro
  • 960 euro, se l’Isee minorenni è superiore a 40.000 euro

In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, l’importo dell’assegno di natalità è aumentato del 20%.

Bonus asili nido

Il bonus asili nido è un’altra misura rivolta a tutti i genitori, a prescindere dalla gestione previdenziale di appartenenza. È un contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

A partire dal 2020 il bonus è stato potenziato, ed è pari a:

  • 3.000 euro per i nuclei familiari con Isee minorenni fino a 25.000 euro
  • 2.500 euro per i nuclei familiari con Isee minorenni compreso fra 25.001 e 40.000 euro
  • 1.500 euro per i nuclei familiari con Isee minorenni superiore a 40.000 euro

Il bonus asilo nido viene erogato direttamente dall’INPS con cadenza mensile direttamente al genitore che ha sostenuto la spesa, per ogni retta mensile pagata e documentata. Il contributo mensile non può mai eccedere la spesa effettivamente sostenuta.

L’assegno per il nucleo familiare

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS ai nuclei familiari di alcune categorie di lavoratori, fra cui gli iscritti alla gestione separata, ma non gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti.

La spettanza e l’importo dell’assegno dipende:

  • dalla tipologia del nucleo familiare (ad esempio numero dei genitori, presenza di figli, presenza di altri familiari)
  • dal numero dei suoi componenti
  • dal reddito complessivo del nucleo stesso

In linea generale, la prestazione decresce al crescere del reddito, e si azzera in corrispondenza di soglie diverse a seconda della tipologia familiare.

Sono infatti previsti importi e fasce reddituali più favorevoli per alcune tipologie di nuclei familiari, ad esempio quelli monoparentali o con componenti inabili.