LE DETRAZIONI: COME FUNZIONANO?

Oggi iniziamo una nuova serie che spero possa fare chiarezza su un tema molto vasto, e che in quanto tale presenta alcuni aspetti pressoché sconosciuti! Ovvero il mondo delle detrazioni fiscali.

La legge prevede infatti la possibilità di detrarre dalla propria Irpef (ovvero nel proprio 730 o modello Unico) moltissime spese diverse. Ciascuna tipologia di spesa può essere detratta rispettando precise condizioni, che occorre conoscere per non rischiare di perdere la detrazione!

Iniziamo quindi un percorso per conoscere le opportunità offerte dalla legge in materia di detrazioni e capire come fare per sfruttarle al meglio.

LE DETRAZIONI PER CANONI DI LOCAZIONE
In un post della scorsa settimana abbiamo già parlato di una particolare detrazione, ovvero quella per i canoni di locazione. La mia esperienza come commercialista mi ha dimostrato come questa detrazione sia ampiamente sottoutilizzata. Infatti ci sono moltissime persone che ne avrebbero diritto ma non ne godono, semplicemente  perché non presentano il modello 730, senza sapere di perdere questa opportunità.

Un punto fondamentale da tenere presente è che questa detrazione, a differenza delle altre di cui parleremo, spetta anche ai soggetti cosiddetti “incapienti”. Si tratta di quei soggetti con un reddito basso, sul quale quindi non versano alcuna imposta, e che di conseguenza non hanno “capienza” di imposta per poter usufruire delle varie detrazioni.

IL CALCOLO DELL’IRPEF E IL CONCETTO DI “CAPIENZA”

È molto importante chiarire questo concetto della “capienza”, che sarà importante per valutare anche la convenienza di altre detrazioni. Facciamo quindi un semplice esempio per spiegare molto brevemente come funziona il calcolo dell’Irpef.

1) Il primo step consiste nel calcolare il proprio reddito complessivo, ovvero la somma dei diversi redditi che abbiamo conseguito nel corso dell’anno: redditi da lavoro, pensione, locazione di fabbricati, reddito professionale, d’impresa ecc. Poniamo ad esempio che il nostro reddito sia di 30.000 Euro.
2) Dal reddito complessivo si sottraggono gli oneri deducibili (come ad esempio i contributi, parleremo sicuramente di questo argomento in modo più approfondito nelle prossime settimane) per arrivare a calcolare il reddito imponibile. Poniamo ad esempio di avere oneri deducibili per 1.500 Euro, così che il reddito imponibile sarà di 28.500 Euro.
3) All’importo del reddito imponibile si applicano le aliquote a scaglioni per calcolare l’Irpef lorda. Cosa significa “scaglioni”? Significa che l’Irpef è calcolata applicando al reddito una cerca percentuale, che cresce al crescere del reddito netto, suddiviso per fasce, come segue:
REDDITO IMPONIBILE ALIQUOTA IRPEF LORDA
fino a 15.000 Euro 23% 23% del reddito
oltre 15.000 e fino a 28.000 Euro 27% 3.450* + 27% sul reddito eccedente 15.000 Euro
oltre 28.000 e fino a 55.000 Euro 38% 6.960** + 38% sul reddito eccedente 28.000 Euro
oltre 55.000 e fino a 75.000 Euro 41% 17.220 + 41% sul reddito eccendente 55.000 Euro
oltre 75.000 Euro 43% 25.420 + 43% sul reddito eccedente 75.000 Euro
* ovvero 15.000 x 23%

** ovvero 15.000 x 23% + (28.000-15.000) x 27% e così via

Nel nostro esempio l’Irpef lorda sarà pari a 6.960 + 38% x 500 = 7.150

4) All’Irpef lorda così calcolata si sottraggono le varie detrazioni per arrivare all’Irpef netta, ovvero quella effettivamente dovuta.

LE DETRAZIONI E LA CAPIENZA
Le detrazioni sono fondamentalmente di due tipologie. Innanzitutto ci sono le detrazioni da lavoro o pensione, che sono fissate dalla legge e sono decrescenti al crescere del reddito.
In questo modo, i soggetti con reddito basso hanno una Irpef netta pari a zero, poiché le detrazioni da lavoro annullano completamente l’Irpef lorda. Viceversa, i soggetti con reddito alto hanno virtualmente una Irpef netta pari all’Irpef lorda, dato che le detrazioni da lavoro sono pari a zero.

Ho usato la parola “virtualmente” perché, oltre alle detrazioni da lavoro o pensione, ci sono molte altre detrazioni delle quali si può usufruire, e che possono quindi ridurre l’Irpef netta. I soggetti con reddito basso invece non riescono a sfruttare tutte queste altre detrazioni, perché dopo aver applicato quelle da lavoro non hanno più “capienza”.

Tutto questo ragionamento vale finché non consideriamo le detrazioni dei canoni di locazione, che come detto spettano anche ai soggetti incapienti. Ma in che senso? Se, dopo aver applicato le altre detrazioni, l’Irpef netta si è già azzerata, le detrazioni per canoni di locazione si “trasformano” in un credito d’imposta, che può quindi essere chiesto a rimborso anche dopo aver azzerato completamente l’Irpef netta.

Di conseguenza, tutte le persone che hanno conseguito almeno un reddito, seppur esiguo, ne possono usufruire. Diventa quindi evidente come moltissime persone avrebbero convenienza a presentare il modello 730 anche solo per chiedere l’applicazione della detrazione per canoni di locazione! Per sapere se vi spetta una detrazione per canoni di locazione e quale sarebbe l’importo potete leggere il post che ho scritto proprio su questo tema!

Nelle prossime settimane cominceremo ad analizzare le altre tipologie di detrazione previste, vedendo caso per caso quali sono i requisiti da rispettare per non perderle!

Per qualsiasi domanda come sempre potete contattarmi o commentare qui sotto!

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