METTERSI IN PROPRIO PRIMO STEP: QUALE FORMA GIURIDICA?

Sono sicura che molti di voi hanno avuto almeno una volta un’idea per aprire una nuova attività e mettersi in proprio, e alcuni di voi magari hanno anche pensato di provare a concretizzarla. A volte però la complessità di tutti i passi da compiere può scoraggiare, e frenare l’entusiasmo anche davanti ad una buona idea!

Oggi iniziamo quindi a parlare di tutti gli aspetti da tenere in considerazione, tutte le scelte da fare e gli step pratici da compiere per mettersi in gioco e provare a mettere a frutto la propria idea!

La prima scelta da fare quando si vuole iniziare una attività in proprio è quella della “forma giuridica” da dare alla nostra attività. Sì dice “forma” proprio perché si tratta del vestito, della scatola, che conterrà la nostra attività.
Per capire quale sia la forma giuridica più adatta al nostro caso, occorre partire da due aspetti fondamentali della nostra futura attività, in base ai quali avremo a disposizione opzioni differenti.
Attività di impresa o attività professionale?
Innanzitutto dobbiamo capire se siamo di fronte ad una attività professionale o di impresa. In questo caso non si tratta di una scelta, in quanto è l’attività che vogliamo concretamente svolgere che si colloca naturalmente in una delle due categorie.

In alcuni casi è molto semplice capire in quale dei due casi ci troviamo. Ad esempio, se vogliamo svolgere una professione “classica” (il medico, l’avvocato, il commercialista ecc.), si tratterà, ovviamente, di una attività professionale. Se invece vogliamo iniziare una attività artigianale o commerciale saremo sicuramente nell’ambito delle imprese. Ci sono però alcune attività, prima fra tutte quella della consulenza, che possono configurarsi sia come professionali che come d’impresa a seconda delle modalità con cui le svolgiamo.

La legge dice che è imprenditore “chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”. La parola chiave per capire se stiamo parlando di un’impresa oppure no è “attività economica organizzata”, espressione con la quale la legge intende una organizzazione di mezzi, ovvero di capitali e lavoro.
Nella realtà ci sono ovviamente molte sfumature, ma per avere un’idea di cosa significhi in concreto la definizione che dà la legge, vediamo i due casi estremi. Se prestiamo la nostra consulenza lavorando da casa e senza alcun collaboratore, usando in pratica solo il computer e il nostro “cervello”, saremo sicuramente davanti a una attività professionale. Se invece apriamo un ufficio vero e proprio, magari con del collaboratori e investendo quindi capitali oltre al nostro tempo e alle nostre competenze, saremo nel mondo delle imprese.
da soli o con dei soci?
L’altro aspetto preliminare da tenere in considerazione per capire tra quali forme giuridiche possiamo scegliere è decidere se intendiamo svolgere la nostra attività da soli o con uno o più soci. Ci sono infatti alcune forme giuridiche riservate a l’uno o l’altro caso, mentre le società di capitali possono essere costituite anche da una sola persona.

Proviamo a schematizzare in una tabella le varie opzioni disponibili in base all’analisi fatta sopra: attività professionale o imprenditoriale e in forma singola o associata.

DA SOLI CON UNO O PIÙ SOCI
ATTIVITÀ PROFESSIONALE Libero professionista Associazione professionale

Società tra professionisti previste da normative speciali

ATTIVITÀ D’IMPRESA Ditta individuale

Società di capitali (S.r.l., S.r.l.s., S.p.A.)

Società di persone (s.n.c., s.a.s.)

Società di capitali (S.r.l., S.r.l.s., S.p.A.)

Ciascuna delle alternative indicate nella tabella qui sopra offre vantaggi e svantaggi, che avremo modo di approfondire in futuro, di varia natura, derivanti dalle diversità in termini civilistici, contabili, fiscali, previdenziali ecc. Oggi vorrei soltanto chiarire un paio di aspetti in merito alla possibilità di aprire una società per svolgere una attività professionale.

Per quanto riguarda le professioni cosiddette “regolate”, è possibile svolgerle attraverso una società soltanto tramite forme giuridiche previste da normative speciali di settore. Ad esempio, le società tra avvocati, le società di ingegneria e le s.t.p., ma non tramite le società “tradizionali”.

Se invece parliamo di attività di consulenza, solo nel caso in cui la volessimo svolgere individualmente dovremmo porci il problema di capire se siamo di fronte ad una attività svolta in forma imprenditoriale oppure no. Se invece volessimo svolgerla con altre persone apriremmo senz’altro una società, la quale, per legge, svolge necessariamente attività di impresa.

Spero che questo inquadramento possa essere utile a chi di voi sta pensando di aprire una propria attività, per qualsiasi domanda potete scrivermi o commentare qui sotto!
In un prossimo intervento vedremo nello specifico quali sono i vantaggi e svantaggi principali delle diverse forme giuridiche, così da capire quali aspetti prendere in considerazione nella scelta della forma giuridica più adatta!

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