IL REGIME FORFETTARIO – I REQUISITI

La scorsa settimana abbiamo introdotto il tema dei diversi regimi contabili, presentando una carrellata di quelli fra cui è possibile scegliere in base alla combinazione di forma giuridica e tipologia di attività.

Oggi iniziamo l’analisi dei singoli regimi, presentandone per ciascuno i requisiti per l’accesso e i possibili vantaggi e svantaggi.

I REQUISITI DIMENSIONALI

Il primo regime che analizziamo è quello più semplice, ovvero il regime forfettario, che è stato pensato proprio per le piccole partite IVA. Infatti, oltre ad essere un regime accessibile soltanto alle partite IVA individuali, che si tratti di professionisti o imprenditori, uno dei requisiti di permanenza del regime è quello di non conseguire in un anno ricavi superiori alle seguenti soglie, determinate in base alla tipologia di attività:

Soglie massime di ricavi e compensi
(fra parentesi le prime due cifre dei codici ATECO)
Industrie alimentari e delle bevande (codice attività 10 e 11)
45.000 euro
Commercio all’ingrosso e al dettaglio (codice attività 45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.9)
50.000 euro
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (codice attività 47.81)
40.000 euro
Commercio ambulante di altri prodotti (codice attività 47.82 e 47.89)
30.000 euro
Costruzioni e attività immobiliari (codice attività 41, 42, 43, 68)
25.000 euro
Intermediari del commercio (codice attività 46.1)
25.000 euro
Servizi di alloggio e di ristorazione (codice attività 55 e 56)
50.000 euro
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (codice attività da 64 a 66, da 69 a 75, da 85 a 88)
30.000 euro
Altre attività (codice attività da 01 a 03, da 05 a 09, da 12 a 33, da 35 a 39, da 49 a 53, da 58 a 63, da 77 a 82, 84, da 90 a 99)
30.000 euro
Gli altri requisiti per la permanenza nel regime legati alle dimensioni dell’attività sono due:
  • che le spese per lavoro dipendente e assimilato sostenute nel periodo precedente non siano state superiori ad Euro 5.000,00, e
  • che i beni strumentali utilizzati nel periodo precedente (inclusi quelli a noleggio o in leasing, ma esclusi gli immobili) non siano stati di valore superiore ad Euro 20.000,00.
gli altri requisiti per la permanenza
Gli altri requisiti per poter applicare il regime forfettario sono:
  • non operare in settori che si avvalgono di regimi speciali IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • non partecipare, contemporaneamente alla propria attività individuale, a società di persone o associazioni professionali, ovvero a Srl in regime di trasparenza;
  • non aver percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati eccedenti l’importo di 30.000,00 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato;
  • essere residenti in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo, a condizione di produrre nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • non effettuare, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.

La prossima settimana vedremo nel dettaglio come funziona il regime forfettario, così da avere gli strumenti per capire se, una volta rispettati i requisiti, ci conviene davvero accedere a questo regime.

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