Come vendere online le tue creazioni artigianali

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Vuoi sapere come vendere online le tue creazioni artigianali, e se per farlo devi per forza aprire la partita IVA? Sei nel posto giusto!

La vendita di prodotti artigianali o creazioni artistiche è un tipo di attività che non sempre è facile inquadrare come occasionale o abituale. Se sei unǝ artigianǝ o unǝ artista, in questo articolo troverai qualche strumento in più per valutare se le tue creazioni sono solo un hobby o se devi aprire la partita IVA.

Hobby o partita IVA?

In generale, per vendere le proprie creazioni dal vivo o online serve sempre la partita IVA, a meno che non si tratti di un’attività puramente occasionale.

In questo caso, infatti, si può rientrare fra i cosiddetti “hobbisti“, ovvero persone che:

  • realizzano e vendono oggetti in modo saltuario, non abituale, e
  • li vendono allo scopo di coprire i costi del proprio hobby, senza ricavarne un vero profitto

La vendita dei propri prodotti da parte degli hobbisti avviene generalmente tramite passaparola o mercatini locali. Sempre più frequentemente, tuttavia, artistǝ e crafter si appoggiano anche a vetrine online, attratti dalla possibilità di vendere senza disporre di un proprio sito internet.

Ad esempio, è possibile promuoversi attraverso strumenti gratuiti, come i canali social, oppure tramite marketplace che richiedono una commissione sulle vendite, come Etsy.

Come capire se la vendita può essere occasionale

Il concetto di vendita abituale o occasionale non è definito dalla legge in modo preciso. Non ci sono infatti parametri numerici di fatturato o altro tipo da utilizzare per stabilire se un’attività è occasionale oppure no.

L’occasionalità deve essere verificata caso per caso, seguendo diversi criteri in base alla situazione specifica.

Se vuoi capire se la tua attività può essere considerata occasionale, ti suggerisco di fare questo test. Immagina che domani ti chiami l’Agenzia delle Entrate o qualsiasi altro ente e ti chieda di dimostrare che la tua attività è davvero occasionale.

Quali elementi avresti a tuo favore? E quali elementi avrebbe invece l’Agenzia delle Entrate per provare che ti sbagli?

In questo modo ti accorgerai da solǝ di qual è la tua situazione, di quali fattori giocano a favore dell’occasionalità, e quali invece a favore dell’abitualità.

In linea generale, possiamo comunque dire che la vendita di creazioni artigianali e artistiche può essere considerata occasionale se svolta esclusivamente all’interno di mercatini per hobbisti, o fra amici e parenti.

Ma attenzione, vendere solo all’interno dei mercatini non rende automaticamente hobbisti anche dal punto di vista fiscale. Ad esempio, indizi di una perdita di occasionalità potrebbero essere una partecipazione ai mercatini estremamente frequente, oppure la promozione attiva sui social media delle proprie creazioni al fine di attrarre maggiore clientela.

La vendita online delle creazioni artigianali

Diverso discorso può essere fatto per le vendite online. In questo caso, è molto più difficile sostenere l’occasionalità delle vendite, in quanto si dispone di una vetrina che, essendo online, è sempre aperta.

Se la vendita avviene tramite un proprio sito internet, è estremamente complesso sostenere l’occasionalità dell’attività. Infatti in questo caso, oltre alla potenziale continuità delle vendite, risulta anche evidente lo sforzo compiuto per promuoverle.

Spesso, tuttavia, la vendita avviene tramite portali di terzi, ad esempio i marketplace come Etsy. In questi casi, l’investimento iniziale è molto minore, perché occorre solamente caricare i prodotti sulla propria vetrina, mentre tutta l’infrastruttura informatica e di gestione dei pagamenti è a carico del portale.

In questi casi, occorre valutare con estrema attenzione la propria situazione specifica, al fine di verificare se possano o meno ricorrere i presupposti per un’attività commerciale occasionale.

Già da diversi anni l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza intraprendono iniziative di recupero dell’evasione fiscale nell’ambito delle vendite online, chiedendo ai portali di e-commerce (anche esteri) di fornire informazioni relative alle vendite effettuate da soggetti italiani.

A partire dalle vendite del 2019, queste informazioni vengono trasmesse in automatico dai portali di e-commerce all’Agenzia delle Entrate. In questo modo, il fisco acquisisce i dati anagrafici e i volumi di vendita di ciascun venditore italiano che opera su questi portali.

Per questo motivo, Etsy ha richiesto qualche mese fa ai venditori di indicare la propria partita IVA, per poter tenere aperto il proprio negozio. Non si tratta di una iniziativa “autonoma” di Etsy, ma di una risposta ai nuovi obblighi imposti a tutti i portali dalla normativa italiana.

GIULIA RONCORONI

Sono Giulia Roncoroni e il mio lavoro è accompagnarti nel lancio e nello sviluppo della tua idea di business.
Il mio obiettivo è far sì che le preoccupazioni e le difficoltà della partita Iva abbiano il più piccolo impatto possibile sulla tua quotidianità.
Così che tu possa usare il tuo tempo e le tue energie per sviluppare le tue idee e le tue creazioni, fare felici i tuoi clienti e, perché no, vivere la tua vita!