LA DETRAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE

Nelle scorse settimane abbiamo iniziato a parlare di diversi aspetti dei contratti di locazione, soprattutto dal punto di vista del contratto e della sua registrazione. Oggi parliamo invece dei vantaggi che possono avere gli inquilini in termini di detrazione IRPEF nel proprio 730 o modello Unico di una parte dei canoni versati.
La legge prevede diverse tipologie di detrazione, che variano in base al tipo di contratto stipulato, all’età dell’inquilino e al suo reddito.  In tutti i casi, se ci sono più intestatari del medesimo contratto, ciascuno potrà usufruire della propria “quota” di detrazione in base alla propria situazione specifica. Inoltre, in caso di contratti iniziati o terminati in corso d’anno, tutti gli importi indicati devono essere rapportati ai giorni effettivi di durata del contratto.

In fondo trovate una tabella riassuntiva di tutte le casistiche.

LE DETRAZIONI PER I CONTRATTI ORDINARI

Cominciamo con il caso più semplice, ovvero quello di un contratto “standard”. In questo caso all’inquilino spettano le seguenti detrazioni:
– 300 euro, se il suo reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
– 150 euro, se il suo reddito complessivo è superiore a 15.493,71 euro, ma non superiore a 30.987,41 euro.
Se invece l’inquilino è un giovane di età compresa tra i 20 anni e 30 anni, la detrazione è pari a 991,60 euro per i primi 3 anni di locazione e a condizione che il reddito complessivo non superi 15.493,71 euro. Un’altra condizione per fruire dell’agevolazione è che l’immobile in questione sia diverso dall’abitazione principale dei genitori del giovane intestatario del contratto.
Il requisito dell’età è soddisfatto qualora ricorra anche per una parte del periodo d’imposta in cui si intende fruire della detrazione.

I CONTRATTI A CANONE CONCORDATO
Se il contratto di locazione oggetto della detrazione è a canone concordato, è prevista una detrazione d’imposta di:
– 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro;
– 247,90 euro se il reddito complessivo è superiore a 15.493,71 ma non superiore a 30.987,41 euro.

Vedremo in modo approfondito cosa sono e come funzionano i contratti a canone concordato in un prossimo intervento.

LAVORATORI E STUDENTI FUORI SEDE

Se il contratto è stipulato a seguito del trasferimento della propria residenza, da parte di un lavoratore dipendente, nel comune in cui lavora o in uno di quelli limitrofi, per i primi tre anni successivi al trasferimento spettano le seguenti detrazioni, a condizione che il nuovo comune di residenza sia a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente, e comunque al di fuori della regione di provenienza:
– 991,60 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
– 495,80 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.

Se invece il contratto di affitto è stipulato da uno studente universitario, la detrazione Irpef in questo caso non è fissa, ma è pari al 19% del canone pattuito, calcolata su un importo massimo di 2.633,00 euro. Può beneficiarne sia lo studente che il familiare di cui lo stesso risulta fiscalmente a carico.

La condizione per ottenere l’agevolazione è che l’università deve essere situata in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente, ed in ogni caso in una provincia diversa.
Gli schemi contrattuali che consentono la detrazione dei canoni corrisposti da studenti che frequentano università italiane sono:
– contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431 del 1998, e cioè qualsiasi contratto registrato relativo a un’unità immobiliare destinata a uso abitativo. Sono detraibili, quindi, anche i canoni corrisposti in relazione a contratti a uso transitorio o quelli relativi a un posto letto singolo redatti in conformità alla legge senza che sia necessario la stipula di un contratto specifico per studenti;
– i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

Inoltre, le detrazione spetta anche per gli studenti che frequentano una università estera, purché questa si trovi in un paese dell’Unione Europea o aderente allo Spazio Economico Europeo (ovvero Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

I CONTRATTI PER ALLOGGI SOCIALI

La detrazione IRPEF è infine prevista anche per gli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale. Per alloggi sociali si intendono quelli concessi ad individui o nuclei familiari disagiati che non sono in grado di accedere al libero mercato.
Per i contratti di locazione stipulati con inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale l’importo della detrazione spetta nella misura di:
– 900,00 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
– 450,00 euro se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro.

TABELLA RIASSUNTIVA

Come promesso riassumiamo qui sotto tutte le casistiche, così da avere uno strumento comodo e a portata di mano per verificare la propria situazione!

Tipologia di contratto/inquilino Reddito non superiore a 15.493,71 euro Reddito non superiore a 30.987,41 euro Reddito superiore a 30.987,41 euro
Studente universitario 19% del canone annuale (calcolato su di un canone massimo di 2.633 euro)
Giovane fra i 20 e i 30 anni (per i primi 3 anni di locazione) 991,60 euro 150 euro nessuna
Lavoratore dipendente (per i primi 3 anni dal trasferimento della residenza) 991,60 euro 495,80 euro nessuna
Contratto a canone concordato 495,80 euro 247,90 euro nessuna
Contratto per alloggi sociali 900 euro 450 euro nessuna
Altri casi 300 euro 150 euro nessuna

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