Contratto di locazione a canone concordato: come funziona e quando sceglierlo

contratto a canone concordato

Se hai una casa da affittare, avrai sentito parlare di contratto a canone concordato. Ma cosa significa “a canone concordato”? E come fai a sapere se ti conviene davvero? 

Cos’è il contratto a canone concordato?

Il contratto a canone concordato è un particolare tipo di contratto di affitto (più precisamente, di locazione) nato per venire incontro alle difficoltà del mercato immobiliare nei comuni ad alta densità abitativa, ovvero i capoluoghi di provincia e le aree limitrofe alle grandi città. Tuttavia, nel 2017 la possibilità di stipulare questo tipo di contratto è stata estesa a tutti i comuni italiani.

Che differenza c’è rispetto a un normale contratto di locazione? Innanzitutto, la locazione a canone concordato ha una durata di 3+2 anni anziché di 4+4 come nei contratti tradizionali.

Inoltre, è questa è la differenza a cui devi prestare più attenzione, l’importo del canone di affitto deve essere incluso all’interno di una determinata fascia. Questa fascia non è uguale per tutti, ma cambia a seconda del comune, delle caratteristiche dell’immobile e della zona specifica in cui è situato. 

Quali sono i vantaggi?

Il vantaggio del contratto a canone concordato è una minore tassazione per il proprietario dell’immobile. In particolare:

  • la cedolare secca si riduce dal 21% al 10%
  • l’IMU si riduce del 25%

Se vuoi approfondire, puoi leggere un altro articolo in cui spiego come funziona la cedolare secca e che differenza c’è rispetto alla tassazione ordinaria.

Come faccio a sapere se mi conviene?

Quindi, se stai pensando di affittare una casa di tua proprietà, ti consiglio di verificare innanzitutto se il canone che intendi chiedere è in linea con le fasce previste dagli accordi territoriali, o se invece si colloca ad un livello superiore.

Se il canone risulta già allineato, ti conviene stipularlo con la forma a canone concordato, così da usufruire delle agevolazioni fiscali (minore cedolare secca e minore IMU).

Se, invece, il canone risultasse superiore, bisogna fare una valutazione caso per caso. Per sapere se il contratto a canone concordato ti conviene, infatti, occorre confrontare:

  • il canone a cui dovresti rinunciare per rientrare nella tipologia del canone concordato
  • i vantaggi fiscali a cui rinunci stipulando un contratto tradizionale anziché uno a canone concordato

Se la differenza tra il canone che hai in mente e quello massimo previsto dall’accordo è abbastanza contenuta, è possibile che ti convegna abbassare il canone di affitto, e accedere alle agevolazioni fiscali.

GIULIA RONCORONI

Sono Giulia Roncoroni e il mio lavoro è accompagnarti nel lancio e nello sviluppo della tua idea di business.
Il mio obiettivo è far sì che le preoccupazioni e le difficoltà della partita Iva abbiano il più piccolo impatto possibile sulla tua quotidianità.
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