IL REGIME DI CONTABILITÀ ORDINARIA

Nelle scorse settimane abbiamo approfondito insieme il regime forfettario e quello di contabilità semplificata, oggi vediamo invece il regime di contabilità ordinaria.

Il regime di contabilità ordinaria è il regime obbligatorio per le società di capitali e gli altri soggetti i cui ricavi superano Euro 400.000 (in caso di attività di prestazione di servizi) o Euro 700.000 (negli altri casi). Gli altri soggetti possono comunque applicare questo regime per opzione.

A differenza del regime di contabilità semplificata, la contabilità ordinaria prevede la tenuta di diversi libri e registri contabili, quali:
  • Registri IVA
  • Registro dei beni ammortizzabili
  • Libro giornale
  • Libro inventari
GLI ADEMPIMENTI CONTABILI

L’elemento che differenzia dal punto di vista pratico i regimi di contabilità ordinaria e semplificata è che chi è in regime di contabilità ordinaria deve registrare in contabilità tutti i movimenti finanziari (incassi e pagamenti di fatture e movimenti di altro genere), oltre a registrare le fatture e gli altri documenti di spesa.

Questo tipo di contabilità consente quindi di predisporre, oltre al conto economico che evidenzia i ricavi e i costi rilevati in un dato periodo, anche lo stato patrimoniale, ovvero un prospetto che riepiloga tutte le attività (denaro, crediti, magazzino, beni ammortizzabili ecc.) e le passività (debiti e patrimonio netto) ad una certa data.

Questa possibilità rende questo regime particolarmente interessante in tutti i casi in cui si ritiene importante disporre di informazioni complete sull’attività svolta, così da poter predisporre rendiconti precisi e di elevato valore informativo. Ad esempio, questo potrebbe valere in presenza di finanziatori o di una pluralità di soci, ai quali l’amministratore deve fornire un resoconto completo dell’attività svolta.

Le maggiori informazioni posso anche rivelarsi molto utili per l’analisi a consuntivo dell’operatività della nostra attività, per verificare se stiamo rispettando le previsioni ed apportare le correzioni necessarie in modo tempestivo.

Questo maggior bagaglio informativo richiede tuttavia maggiori risorse per essere gestito, sia dal punto di vista economico (maggiori costi professionali per la gestione della contabilità) che di tempo (del titolare dell’attività che deve seguire con più attenzione i movimenti economici e finanziari per poter essere in grado di tenerne traccia, ad esempio predisponendo la c.d. prima nota).

Per poter gestire una contabilità ordinaria è fondamentale inoltre disporre di un conto corrente dedicato esclusivamente all’attività d’impresa o professionale. L’apertura di un conto apposito è una scelta comunque sempre consigliabile, anche se non obbligatoria in caso di attività individuale. Una volta aperto un conto corrente esclusivo è poi importantissimo stare attenti a non mischiare movimenti finanziari personali e aziendali, mantenendo sempre una netta distinzione.

LA DETERMINAZIONE DEL REDDITO

In caso di contabilità ordinaria il reddito è determinato con criteri diversi a seconda del tipo di attività svolta. Infatti, i professionisti determinano il reddito seguendo il principio di cassa, e non c’è quindi una differenza sostanziale rispetto alla contabilità semplificata. Le imprese invece determinano il reddito secondo il principio di competenza economica, a prescindere quindi dalle date di incasso e pagamento.

Dal punto di vista fiscale l’unica altra differenza significativa tra contabilità semplificata e ordinaria è che, in questo secondo caso, le società di persone e le S.r.l. in trasparenza posso optare per il regime IRI.

Nelle prossime settimane approfondiremo sia il regime IRI che le S.r.l. trasparenti.

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