Prestazione occasionale e ritenuta d’acconto: che differenza c’è?

occasionale o ritenuta

Prestazione occasionale e ritenuta d’acconto sono la stessa cosa?

Nel linguaggio comune queste due espressioni sono usate in modo intercambiabile, e sicuramente ci sono tanti punti in comune. Non sono però sinonimi, e in questo articolo ti spiego perché, punto per punto.

Che cos’è una prestazione occasionale

L’espressione prestazione occasionale è usata comunemente per riferirsi a un tipo di lavoro che in realtà, dal punto di vista normativo, è definito lavoro autonomo occasionale. Il lavoro autonomo occasionale è una prestazione di tipo intellettuale svolta senza alcun carattere di abitualità, e che non richiede quindi l’apertura della partita IVA.

La legge prevede però un’altra tipologia di lavoro, senza partita IVA, che si chiama prestazione di lavoro occasionale. Si tratta di tipologie di lavori saltuari, che erano state introdotte inizialmente con il termine voucher, e a cui poi è stato dato questo nuovo nome.

È davvero molto facile fare confusione fra queste due tipologie di lavoro. Vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di ciascuna, così da capire meglio cosa le differenzia.

Il lavoro autonomo occasionale

Come anticipavo, si tratta di prestazioni lavoro di tipo intellettuale, quindi quelle che, solitamente, sono svolte dai liberi professionisti. Non è possibile inquadrare come lavoro autonomo occasionale prestazioni di tipo artigianale, o che richiedono l’iscrizione a un ordine professionale.

Stabilire se è obbligatorio o meno aprire la partita IVA non è semplice, perché non esistono criteri oggettivi e concreti da applicare. Se vuoi approfondire questo tema puoi leggere un altro articolo del blog in cui ho approfondito il concetto di abitualità, facendo anche alcuni esempi pratici.

Qui ti preciso però un concetto molto importante. Il limite di 5.000€ di cui sicuramente hai sentito parlare non è un limite al di sotto del quale non è necessario aprire la partita IVA. Questo limite infatti individua esclusivamente la soglia al di sopra della quale, all’interno di un lavoro occasionale, bisogna pagare anche i contributi alla gestione separata INPS.

Le prestazioni di lavoro occasionale

Le prestazioni di lavoro occasionale in senso stretto, invece, sono più vicine al lavoro subordinato che a quello autonomo. Si tratta di attività svolte in modo sporadico e saltuario da un prestatore nei confronti di un utilizzatore (una specie di datore di lavoro) che, nella maggior parte dei casi, è una famiglia.

Infatti, le prestazioni più comuni sono quelle di tipo domestico, come quelle di baby sitter, colf, giardinieri ecc., pagate tramite il libretto di famiglia. È comunque possibile, anche se meno frequente, stipulare questi contratti anche con imprese, professionisti e enti di vario genere, come ad esempio i condomini.

Il pagamento avviene tramite una apposita piattaforma dell’INPS, e è previsto un importo massimo annuo di 5.000€ per ciascun lavoratore e datore di lavoro, e di 2.500€ per le prestazioni rese da un singolo prestatore verso un singolo utilizzatore.

La ritenuta d’acconto di una prestazione occasionale

Adesso che abbiamo capito che quello che chiamiamo “prestazione occasionale” è in realtà “lavoro autonomo occasionale” possiamo passare al punto successivo. Ossia: ritenuta d’acconto e prestazione (o lavoro) occasionale sono la stessa cosa?

Sono due concetti collegati, ma la differenza sta nel fatto che la ritenuta d’acconto non è un tipo di lavoro, ma semplicemente una modalità di versamento delle imposte. In pratica, il cliente paga il compenso al netto di una ritenuta, e poi versa questa ritenuta allo stato come anticipo sulle imposte di chi ha eseguito la prestazione.

Anche il lavoro dipendente funziona all’incirca allo stesso modo: il datore di lavoro fa delle ritenute al dipendente, e poi le versa allo stato per pagare le imposte del lavoratore.

Dalla precisazione della differenza che c’è fra “lavoro occasionale” e “ritenuta d’acconto” derivano due conseguenze molto importanti.

C’è sempre la ritenuta d’acconto?

Innanzitutto, la ritenuta d’acconto non c’è sempre, ma solo quando il cliente appartiene alla categoria dei sostituti d’imposta, ovvero i soggetti che devono operare queste ritenute e versarle allo Stato. Non ci potrà quindi essere ritenuta quando il cliente non è un sostituto d’imposta. I casi più frequenti sono quelli in cui il cliente:

  • è un privato senza partita IVA
  • è estero
  • ha partita IVA in regime forfettario

In tutti questi casi, è comunque possibile prestare lavoro autonomo occasionale, ma il cliente paga il compenso per intero, anziché al netto della ritenuta, e il lavoratore dovrà versare nella dichiarazione dei redditi tutte le tasse dovute.

Quando fare la dichiarazione dei redditi

Si chiama ritenuta d’acconto perché è, appunto, un acconto. In pratica, la ritenuta che è stata fatta al lavoratore è soltanto una approssimazione, e nello specifico il 20%, dell’Irpef che deve essere pagata sul compenso.

L’Irpef effettiva potrebbe essere di più o di meno della ritenuta. Solitamente si ricade in uno di questi due casi:

  • Hai percepito solo compensi per lavoro occasionale con ritenuta d’acconto: in questo caso, se i compensi non hanno superato i 4.800€, non è dovuta nessuna Irpef (se vuoi sapere perché puoi guardare questo video). Quindi, presentando la dichiarazione dei redditi puoi chiedere il rimborso integrale delle ritenute.
  • Hai percepito compensi per lavoro occasionale insieme a un reddito di lavoro dipendente: in questo caso, l’Irpef che devi pagare è superiore alle ritenute, perché la ritenuta è il 20% mentre gli scaglioni Irpef partono dal 23%. Devi quindi presentare la dichiarazione dei redditi per versare la differenza.

In generale, sono molto pochi i casi in cui, in presenza di lavoro autonomo occasionale, non devi né ti conviene presentare la dichiarazione dei redditi.

Se nel 2020 hai percepiti compensi per lavoro occasionale, contattami per chiedere il mio aiuto per compilare la tua dichiarazione dei redditi.

GIULIA RONCORONI

Sono Giulia Roncoroni e il mio lavoro è accompagnarti nel lancio e nello sviluppo della tua idea di business.
Il mio obiettivo è far sì che le preoccupazioni e le difficoltà della partita Iva abbiano il più piccolo impatto possibile sulla tua quotidianità.
Così che tu possa usare il tuo tempo e le tue energie per sviluppare le tue idee e le tue creazioni, fare felici i tuoi clienti e, perché no, vivere la tua vita!