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Le società benefit

Le Società Benefit sono uno strumento particolare e tutto italiano per integrare la sostenibilità all’interno delle imprese. In questo articolo ti racconto cosa sono le Società Benefit, come funzionano e quando ha senso sceglierle.

Cos’è una Società Benefit

Dal punto di vista legale, una Società Benefit (abbreviata in SB) è una società di capitali (quindi una Srl o una SpA) che inserisce nel suo statuto delle clausole particolari. Lo statuto è il documento che stabilisce come funziona una società, quali attività può fare e quali regole devono rispettare soci e amministratori.

Le Società Benefit sono state introdotte in Italia dalla legge n. 208 del 2015, prendendo spunto dal movimento delle “Benefit Corporation” (abbreviato B-Corp), nato negli USA e poi diffusosi a livello globale.

Il movimento B-Corp fa capo a una fondazione USA che ha come obiettivo la promozione di un’economia globale più sostenibile. Questo obiettivo viene portato avanti con diverse attività, tra cui:

  • l’erogazione di una certificazione B-Corp, a pagamento, che attesta che la società rispetta determinati standard di sostenibilità
  • un’attività di lobbying per la promozione dei principi del movimento all’interno della legislazione e del settore pubblico in generale

Le Società Benefit italiane nascono proprio dal secondo punto. Infatti, uno dei risultati del movimento è stato quello di introdurre delle normative specifiche, prima all’interno degli USA e poi in altri paesi del mondo, che promuovono la diffusione delle Benefit Corporation. Attualmente, l’Italia è l’unico paese europeo ad avere questo tipo di normativa.

Gli obblighi e i controlli

Per entrare nel concreto di cosa distingue, in pratica, una Società Benefit da una non Benefit, dobbiamo vedere cosa prevede in dettaglio la legge n. 208 del 2015.

In base a questa legge, lo statuto delle Società Benefit deve rispettare in particolare due requisiti:

  • la denominazione della società deve includere le parole “Società Benefit”, o la sigla “SB”
  • l’oggetto sociale (ovvero l’elenco delle attività che la società può svolgere) deve includere, oltre alle ordinarie attività d’impresa, anche degli scopi benefit, specificando verso quali soggetti (i cosiddetti stakeholder) queste attività saranno rivolte (ad esempio dipendenti, fornitori, clienti, ambiente naturale, comunità di riferimento)

Inoltre, la Società Benefit deve individuare i soggetti responsabili del perseguimento degli scopi benefit. Questi soggetti, che possono essere gli amministratori della società o altre persone, devono stabilire (sulla base degli scopi benefit indicati dallo statuto) degli obiettivi annuali specifici, e le attività da svolgere per raggiungerli.

Ogni anno deve essere pubblicato un report che racconti questi obiettivi e il loro grado di raggiungimento, oltre a fornire una valutazione dell’impatto complessivo su ambiente e società.

Chi controlla che tutto sia fatto secondo le regole? La legge italiana indica come soggetto incaricato dei controlli l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), perché si ritiene che “fregiarsi” del titolo di Società Benefit possa avere un vantaggio competitivo in termini di preferenza da parte dei clienti.

Che differenza c’è tra B-Corp e Società Benefit?

Con l’introduzione delle Società Benefit si sono formati in Italia due insiemi di aziende che ruotano intorno al mondo “benefit”, e che sono solo in parte sovrapposti. Spieghiamo quindi bene la differenza:

  • Una B-Corp è una società che ha acquisito la certificazione B-Corp.
  • Una Società Benefit è una società che rispetta determinati requisiti previsti dalla legge.

Le società che in Italia richiedono la certificazione B-Corp sono tenute a trasformarsi in Società Benefit. Ma una Società Benefit non ha nessun obbligo di richiedere la certificazione B-Corp.

Quindi, potremmo dire che (a grandi linee), le B-Corp italiane sono un sottoinsieme delle Società Benefit, mentre ci sono moltissime Società Benefit non certificate. Nel resto d’Europa invece ci sono solo B-Corp.

È meglio essere B-Corp o Società Benefit? In realtà ci sono elementi a favore di entrambe:

  • La certificazione ha il vantaggio di essere una valutazione esterna, mentre il report della società benefit è un documento prodotto dall’azienda stessa. La certificazione ha comunque un valore nel momento in cui viene rilasciata, ma non ci dice niente su quello che succederà in futuro.
  • Per avere la certificazione è necessario dimostrare di aver raggiunto determinati standard di performance. Invece, una Società Benefit ha l’obbligo di occuparsi di determinati temi, e di rendicontare quanto fatto, ma non deve dimostrare di aver raggiunto nessun livello minimo di risultati.
  • Le Società Benefit, inserendo l’attenzione alla sostenibilità nel proprio statuto, prendono un impegno di più lungo periodo rispetto a una certificazione B-Corp. Quindi se, ad esempio, cambia il management, e il nuovo CdA non è più così interessato alle tematiche di sostenibilità, sarà comunque obbligato dallo statuto a operare in un certo modo.

Perché scegliere una Società Benefit?

La Società Benefit serve proprio a dimostrare l’ultimo punto del paragrafo precedente, ovvero l’impegno a lungo termine. Dimostrarlo a chi? A quei soggetti, chiamati stakeholder, che sono proprio i destinatari degli scopi benefit.

Stakeholder sono in pratica tutti i soggetti che hanno in qualche modo un legame con l’azienda, e che sono impattati dal suo comportamento. Di solito si fanno rientrare fra gli stakeholder: dipendenti, fornitori, clienti, la comunità di riferimento, associazioni di consumatori e sindacali, movimenti ambientalisti e altre no profit, enti pubblici, ambiente naturale.

Altro punto importante è quello dei report di sostenibilità. Le Società Benefit hanno l’obbligo di preparare e pubblicare un report annuale, ma in realtà tutte le società possono (e quelle molto grandi in realtà devono) presentare un documento che rendiconti il proprio impatto su ambiente e società. Questi documenti hanno nomi diversi (bilancio di sostenibilità, report di sostenibilità, dichiarazione non finanziaria…) ma hanno scopi in gran parte simili.

Questi report hanno un ruolo comunicativo, verso tanti destinatari diversi. La differenza tra fare questi report e essere anche una Società Benefit sta proprio nell’impegno a lungo termine che i soci prendono, impegno che dovrà essere preso in carico da chi amministra la società oggi, e da chi la amministrerà domani.


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GIULIA RONCORONI

Sono Giulia Roncoroni e il mio lavoro è accompagnarti nel lancio e nello sviluppo della tua idea di business.
Il mio obiettivo è far sì che le preoccupazioni e le difficoltà della partita Iva abbiano il più piccolo impatto possibile sulla tua quotidianità.
Così che tu possa usare il tuo tempo e le tue energie per sviluppare le tue idee e le tue creazioni, fare felici i tuoi clienti e, perché no, vivere la tua vita!